Un PAC da 500 € al mese su un ETF azionario globale come Vanguard FTSE All-World (VWCE) sembra avere come unico costo annuo il TER dello 0,22%. In realtà a quel costo dichiarato si somma uno spread bid-ask medio dello 0,05% per ordine: 0,25 € su ogni acquisto, 3 € l'anno, 75 € su 25 anni di accumulo lineare e oltre 600 € se calcolato sul capitale medio investito. Su un ETF tematico con spread 0,40% lo stesso PAC paga circa 5 000 € di costo nascosto in 25 anni. È un numero che non compare in nessun KIID, non viene riportato dal broker e si vede solo confrontando il prezzo eseguito con il NAV teorico nel momento dell'ordine.
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Cos'è lo spread bid-ask in un ETF e perché esiste
Lo spread bid-ask è la differenza tra il prezzo denaro (bid, il miglior prezzo a cui qualcuno è disposto a comprare) e il prezzo lettera (ask, il miglior prezzo a cui qualcuno è disposto a vendere) nel book di negoziazione. Si esprime in valore assoluto o in percentuale del mid-price: uno spread di 0,02 € su un ETF a 100 € è dello 0,02%.
A differenza di un'azione, dove lo spread riflette principalmente il flusso di ordini, in un ETF è determinato da due meccanismi descritti nel whitepaper iShares "A practitioner's guide to trading ETFs":
- Il market maker quota bid e ask coprendosi sul sottostante. Per un ETF MSCI World significa replicare 1 500 azioni internazionali; nello spread incorpora costo di copertura, commissioni di esecuzione e margine di rischio.
- L'arbitraggio sul NAV — meccanismo di creazione e rimborso quote — mantiene il prezzo allineato al valore del paniere. Quando il prezzo di mercato si stacca dal NAV intraday (iNAV), gli authorized participant comprano o vendono unità di blocco con l'emittente per ricondurlo. Lo spread include il costo atteso di questa operazione.
È quindi un costo di transazione vero, separato dal TER e dal tracking difference. Il TER si paga ogni anno; lo spread si paga solo all'ingresso e all'uscita, ma un PAC mensile lo paga 12 volte l'anno per decenni.
Range tipici di spread per categoria di ETF
I dati raccolti da justETF e dalle statistiche pubbliche di Xetra mostrano una distribuzione molto ampia, in funzione di asset class, dimensione del fondo e mercato del sottostante.
| Categoria ETF | Spread medio (intraday) |
|---|---|
| Azionario globale o S&P 500 large UCITS (VWCE, IWDA, CSPX) | 0,02-0,08% |
| Azionario Europa o Eurostoxx 50 | 0,03-0,10% |
| Azionario emergenti large (EIMI) | 0,08-0,15% |
| Obbligazionario aggregate euro IG | 0,05-0,15% |
| Small cap globali o regionali (IUSN, WSML) | 0,15-0,30% |
| Tematici e settoriali (clean energy, semiconductors, biotech) | 0,30-0,80% |
| ETF di nicchia con AUM < 50 mln € | 0,50-1,50% |
Il driver principale è la liquidità del sottostante, non l'AUM dell'ETF in sé. Un ETF su azioni cinesi A-shares quotato in Europa ha spread strutturalmente più ampi durante l'orario europeo perché il sottostante è chiuso, e quindi il market maker quota un prezzo coprendosi su future o ADR con base risk. Lo stesso principio approfondito da Vanguard nella guida sulla liquidità ETF spiega perché due ETF con AUM simili possono avere spread molto diversi.
Borsa Italiana vs Xetra: dove conviene davvero comprare
Per gli ETF UCITS quotati su più borse europee la scelta della sede di esecuzione ha effetti misurabili. La documentazione ufficiale di Borsa Italiana fissa spread minimi obbligatori sul segmento ETFplus, ma gli spread effettivi osservati sono mediamente più ampi rispetto a Xetra, mercato europeo a maggior volume aggregato sugli ETF UCITS.
Confronto su osservazioni intraday di maggio 2026 per quattro ETF diffusi nei PAC italiani:
| ETF (ISIN) | TER | Spread medio Borsa Italiana | Spread medio Xetra |
|---|---|---|---|
| Vanguard FTSE All-World Acc — VWCE (IE00BK5BQT80) | 0,22% | 0,06-0,09% | 0,03-0,05% |
| iShares Core MSCI World Acc — IWDA (IE00B4L5Y983) | 0,20% | 0,05-0,08% | 0,02-0,04% |
| iShares MSCI World Small Cap — IUSN (IE00BF4RFH31) | 0,35% | 0,20-0,35% | 0,10-0,18% |
| iShares Core MSCI EM IMI — EIMI (IE00BKM4GZ66) | 0,18% | 0,10-0,18% | 0,06-0,12% |
I valori sono indicativi e variano nell'arco della giornata; la differenza Italia-Germania resta sistematica e pesa di più sugli ETF piccoli o tematici. Con un broker che permette la scelta della sede (Directa con accesso a borse europee, Interactive Brokers, DEGIRO), spostare i PAC degli ETF meno liquidi su Xetra può ridurre il costo di transazione del 30-50%. Confronto operativo in Directa, Fineco e DEGIRO a confronto.
Va valutato l'impatto fiscale: per gli ETF armonizzati la tassazione è la stessa ma cambiano il regime amministrato (Fineco e Directa lo applicano automaticamente, IBKR no), il bollo sul deposito titoli e la gestione del quadro RW se il broker è estero.
L'orario migliore per inserire ordini su ETF UCITS
Lo spread non è statico nell'arco della giornata: si comprime quando il sottostante è aperto, si allarga in apertura, chiusura e nei momenti di scarsa attività. Per un investitore italiano che compra ETF a sottostante globale o USA tre finestre sono molto diverse.
9:00-15:00 ora italiana: Borsa Italiana e Xetra aperte ma USA chiuso. Il market maker copre senza hedging diretto sull'azionario USA, usando future ES o ADR. Spread tipicamente più ampi del 30-50% rispetto al pomeriggio.
15:30-17:30 ora italiana: borse USA aperte e mercati europei ancora aperti. È la finestra di massima liquidità per ETF a sottostante globale o americano: spread compressi, profondità del book massima. La maggior parte dei desk istituzionali concentra qui l'esecuzione.
Ultimi 5 minuti di seduta: gli spread si allargano per la chiusura di Xetra e Borsa Italiana mentre New York continua. Da evitare per ordini limit poco aggressivi.
Per un PAC mensile retail, programmare l'ordine tra le 15:30 e le 17:00 di un giorno feriale non festivo USA è la singola accortezza che riduce di più il costo di transazione, senza cambiare strumento. È collegato a errori del primo anno di PAC ETF: l'orario è tra i più costosi e meno noti.
Strumenti per misurare lo spread reale
Lo spread quotato sul book non coincide sempre con il costo effettivo, perché un ordine market consuma anche i livelli successivi. Per stimare il costo vero:
- iNAV (indicative NAV) intraday pubblicato da Borsa Italiana e Xetra: confronto continuo tra prezzo di mercato e valore teorico del paniere. Uno spread del 0,05% con prezzo allineato all'iNAV è "buono"; lo stesso spread con prezzo 0,30% sopra l'iNAV indica una distorsione da evitare.
- Database justETF: la pagina di ogni ETF UCITS riporta lo bid-ask spread medio a 30 giorni per ciascuna borsa europea. Confrontare Milano e Francoforte sullo stesso ISIN richiede 30 secondi.
- Bloomberg ITrader / desk istituzionali: per ordini sopra 50 000 € vale la pena chiedere un'esecuzione risk price presso il market maker (Flow Traders, Optiver, Jane Street tramite il proprio broker) con spread spesso inferiori al book retail.
- Total cost of ownership stimato dalle guide di BlackRock e Vanguard: TER + tracking difference + spread medio + commissioni broker. È la metrica corretta nel confronto tra ETF simili, non il solo TER.
Impatto cumulato sul PAC: 25 anni di esempi numerici
Per dare un ordine di grandezza concreto, considera tre scenari su 25 anni di accumulo a 500 € al mese (capitale versato 150 000 €), rendimento medio annuo 7% nominale e prezzo crescente.
| ETF / spread medio | Costo spread per ordine | Costo annuo (12 ordini) | Cumulato 25y su capitale crescente |
|---|---|---|---|
| VWCE su Xetra — spread 0,04% | 0,20 € | ~2,40 € | ~250-300 € |
| VWCE su Borsa Italiana — spread 0,07% | 0,35 € | ~4,20 € | ~450-550 € |
| ETF tematico — spread 0,40% | 2,00 € | ~24 € | ~2 800-3 200 € |
| ETF di nicchia AUM basso — spread 1,00% | 5,00 € | ~60 € | ~7 000-8 000 € |
Il calcolo esatto dipende dalla traiettoria del NAV; il simulatore di portafoglio permette di testare l'impatto delle commissioni totali sul rendimento finale, mentre il calcolatore interesse composto aiuta a vedere il costo opportunità composto di una percentuale "nascosta" sul lungo periodo.
Su lump sum singolo l'impatto è più ridotto in valore relativo (lo spread si paga una volta), ma su 50 000 € la differenza Xetra vs Borsa Italiana può valere 50-100 € immediati — uno-due anni di TER. Si lega al confronto tra PAC e lump sum e alla scelta degli ETF più adatti a un piano FIRE.
Ordini limit vs market: la difesa concreta dello spread
Un ordine market prende il prezzo migliore disponibile in quel momento, attraversando lo spread per intero (e oltre, se la quantità è grande rispetto al book). Un ordine limit fissa il prezzo massimo di acquisto o minimo di vendita: nel migliore dei casi è eseguito al limite o meglio; nel peggiore non eseguito affatto.
Per un PAC mensile su ETF molto liquido (VWCE, IWDA), la differenza tra market e limit sul mid-price è di pochi centesimi: spesso non vale la complessità. Per ETF tematici, small cap o ordini sopra i 5 000-10 000 €, l'ordine limit sul mid o leggermente sopra il bid è la pratica standard:
- Limit sul mid-price: tenta di catturare metà dello spread. Probabilità di esecuzione 60-80% nelle finestre liquide.
- Limit sul best ask (acquisto): equivalente economico a un market, ma protegge da slippage su book sottile.
- Mai market in apertura o chiusura: gli spread si allargano del doppio o triplo rispetto al pomeriggio.
Sintesi operativa
- Lo spread bid-ask è un costo separato dal TER, pagato a ogni ingresso e uscita; su un PAC mensile si moltiplica per il numero di ordini negli anni.
- Range tipici: 0,02-0,15% per ETF UCITS azionari globali grandi, 0,30-1% per tematici e nicchia.
- Su Xetra gli spread effettivi sono mediamente più stretti rispetto a Borsa Italiana, in particolare per ETF meno liquidi.
- Finestra ottimale per ordinare ETF a sottostante USA o globale: 15:30-17:00 ora italiana, con borse americane aperte.
- Strumenti utili: iNAV, database justETF (spread medio 30 giorni), confronto con NAV teorico; per ordini grandi, esecuzione risk price tramite market maker.
- Ordini limit sul mid-price su ETF tematici e su importi sopra i 5 000-10 000 €; market accettabile solo su ETF molto liquidi nelle finestre attive.
Domande frequenti
Lo spread bid-ask è incluso nel TER?
No. Il TER copre i costi di gestione del fondo (commissione del gestore, custodia, audit, distribuzione) ma non include i costi di transazione che paghi tu in fase di acquisto e vendita delle quote. Lo spread, le commissioni del broker e l'eventuale tracking difference sono aggiuntivi al TER nel calcolo del costo totale di possesso.
Vale la pena spostare il PAC su Xetra solo per lo spread?
Per ETF molto liquidi (VWCE, IWDA, CSPX) la differenza è di pochi euro l'anno e raramente compensa la complessità operativa o un'eventuale commissione fissa più alta del broker. Per ETF tematici, small cap o di nicchia con spread sopra lo 0,20% su Borsa Italiana, lo spostamento su Xetra può ridurre il costo di transazione del 30-50% e diventa rilevante.
Come faccio a vedere lo spread medio storico di un ETF prima di comprarlo?
Il modo più semplice è la pagina justETF dell'ISIN: nella sezione "Trading information" è riportato lo spread medio bid-ask a 30 giorni per ciascuna borsa europea. Per un'analisi più granulare, le pagine di Borsa Italiana e Xetra pubblicano dati di liquidità giornalieri (volumi, numero di contratti, spread minimo nominale).
Lo spread cambia nei momenti di forte volatilità di mercato?
Sì, e in modo significativo. Durante shock come marzo 2020 o ottobre 2022, gli spread sugli ETF azionari globali sono temporaneamente saliti di 3-5 volte rispetto al normale, e su tematici e bond high yield anche di 10 volte. Il meccanismo di arbitraggio sul NAV continua a funzionare, ma il market maker amplia il proprio margine per coprire il rischio crescente. È un'altra ragione per non eseguire grandi ordini in apertura di una giornata di stress.