Donare 600.000 € a un figlio oggi, in Italia, costa zero in imposta sulle donazioni: la franchigia di 1.000.000 € per ciascun figlio prevista dal D.Lgs. 346/1990 lo consente senza prelievo statale, purché la donazione sia formalizzata con atto notarile. Per chi pianifica un FIRE da 1,5 milioni con due figli la stessa logica trasferisce fino a 2 milioni in vita senza imposta — ma il vantaggio fiscale è solo metà della storia: l'altra metà sono divieto dei patti successori, riduzione legittimaria e vincoli notarili che cambiano cosa si può e non si può fare.
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Imposta su successioni e donazioni: il quadro 2026
L'imposta italiana su successioni e donazioni è disciplinata dal Testo Unico D.Lgs. 346/1990: le regole sono identiche per trasferimenti mortis causa e per atto tra vivi, e questa simmetria è il fondamento della pianificazione anticipata. Le aliquote sono modeste rispetto alla media europea e le franchigie ampie, in particolare quella di 1 milione di euro per ciascun figlio o per il coniuge.
| Beneficiario | Aliquota | Franchigia per beneficiario | Note |
|---|---|---|---|
| Coniuge / figlio / discendente in linea retta | 4% | 1.000.000 € | Si applica al valore eccedente la franchigia |
| Fratello / sorella | 6% | 100.000 € | Franchigia molto più contenuta |
| Altri parenti fino al 4° grado e affini in linea retta | 6% | nessuna | Aliquota piena dal primo euro |
| Estranei e altri soggetti | 8% | nessuna | Aliquota più alta del sistema |
| Beneficiario con disabilità grave (L. 104/92 art. 3 c. 3) | aliquota base | 1.500.000 € | Franchigia maggiorata indipendentemente dal grado di parentela |
La franchigia è per beneficiario e per dante causa: una coppia con due figli può trasferire 4 × 1 milione = 4 milioni di euro complessivi sotto soglia. Non si rigenera nel tempo: tutte le donazioni dallo stesso donante allo stesso donatario si cumulano e si sommano alla quota ereditata in successione (principio del coacervo donativo, oggi limitato dalla giurisprudenza al solo conteggio della franchigia). Per gli immobili sono dovute in aggiunta le imposte ipotecaria e catastale (2% e 1% sul valore catastale rivalutato), che non hanno equivalente per cash ed ETF.
Donazione di cash, ETF o immobile: dove cambia il calcolo
A parità di valore donato, l'oggetto della donazione cambia base imponibile, oneri accessori ed effetto sulla pianificazione FIRE.
Cash. È la forma più semplice: valore pari al saldo trasferito, niente imposte ipocatastali, atto notarile obbligatorio sopra il "modico valore" (la Cassazione SU 18725/2017 ha chiarito che il bonifico senza atto pubblico configura donazione nulla, recuperabile dagli eredi). Per FIRE è il veicolo più neutro.
ETF e strumenti finanziari. Il dossier titoli si trasferisce da deposito a deposito con causale "donazione" e il valore imponibile è quello di mercato alla data dell'atto. Aspetto poco noto: il cost basis fiscale del donante si trasferisce al donatario, che pagherà il 26% sul differenziale tra prezzo di vendita e costo originario del donante. Donare ETF molto rivalutati trasferisce al figlio anche il "fardello fiscale latente". Approfondiamo le alternative gestite nella guida polizze vita unit linked vs ETF, che hanno trattamento successorio diverso.
Immobile. Oltre alle ipocatastali, esiste un vincolo serio: l'immobile pervenuto per donazione è meno commerciabile per i 20 anni successivi (o fino a 10 dalla morte del donante), perché un legittimario leso può agire in riduzione anche contro il terzo acquirente. Le banche italiane sono storicamente restie a finanziare con mutuo gli immobili "di provenienza donativa" recente: la rivendita o l'ipoteca successiva può essere problematica. La nostra guida agli investimenti immobiliari FIRE tratta il tema dal lato accumulo.
Il divieto dei patti successori e l'eccezione del patto di famiglia
L'art. 458 del Codice Civile stabilisce un principio che molti italiani ignorano fino al primo confronto col notaio: sono nulli i patti con cui taluno dispone della propria successione, e quelli con cui un erede rinuncia o dispone di diritti su un'eredità non ancora aperta. Non si può firmare un accordo familiare in cui i figli promettono di accettare una determinata divisione, né un genitore può "promettere" oggi cosa lascerà domani. La donazione in vita aggira il problema solo apparentemente: produce un effetto immediato, non vincola il futuro.
L'unica eccezione codificata è il patto di famiglia, introdotto nel 2006 con gli artt. 768-bis e seguenti del Codice Civile: trasferisce un'azienda o partecipazioni societarie dal capo famiglia a uno o più discendenti con liquidazione contestuale degli altri legittimari. Richiede atto pubblico e la partecipazione di tutti i legittimari, anche quelli "tagliati fuori". Per chi pianifica un FIRE basato su una piccola attività o partecipazione, è il solo strumento che blinda oggi una decisione successoria evitando contestazioni future.
Per il portafoglio finanziario tipico FIRE — ETF, BTP, conti deposito — il patto non è applicabile: si limita all'impresa ex art. 2555 c.c. La pianificazione passa per donazioni in vita ripetute, eventualmente integrate da trust o fondazioni patrimoniali.
Riduzione, legittima e collazione: i vincoli che chi dona non vede
Il vincolo più sottovalutato della donazione in vita è il rapporto con la quota di legittima. Il Codice Civile riserva a coniuge, figli e ascendenti una quota intoccabile: con un coniuge e due figli la legittima è 1/4 al coniuge e 1/2 ai figli (1/4 ciascuno), lasciando solo 1/4 di disponibile.
Le donazioni in vita "aggrediscono" la disponibile per prime e, se la esauriscono, intaccano la legittima dei beneficiari non gratificati. Il legittimario leso può promuovere l'azione di riduzione (artt. 553-564 c.c.) entro 10 anni dall'apertura della successione: la donazione resta valida ma il donatario può essere obbligato a restituire valore o bene fino a reintegrare la quota lesa.
Inoltre, in sede di successione, le donazioni ricevute in vita si "ricongiungono" virtualmente al patrimonio per il calcolo delle quote (collazione, art. 737 c.c.). Un figlio che ha ricevuto 400.000 € in donazione e poi eredita insieme al fratello 200.000 € si vede imputare la donazione: il fratello incassa prima 400.000 € per pareggiare. Il donante può "dispensare dalla collazione" nell'atto, ma la dispensa non vale contro la legittima. Il Notariato consiglia donazioni speculari tra fratelli o dispensa esplicita accompagnata da valutazione del patrimonio residuo previsto in successione.
Atto notarile e adempimenti
La donazione di non modico valore richiede sempre atto pubblico notarile con due testimoni (art. 782 c.c.), a pena di nullità. Il notaio redige l'atto, raccoglie le dichiarazioni delle parti, lo registra presso l'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni, liquida l'imposta di registro e, per gli immobili, le ipocatastali e la trascrizione in Conservatoria. Una donazione cash semplice di 200.000 € costa indicativamente 1.500-2.500 € di onorario, più imposta di registro fissa (200 € sotto franchigia) e bolli.
Una clausola tipica per chi pianifica FIRE è la riserva di usufrutto vitalizio: il donante trasferisce la nuda proprietà ma mantiene i frutti (canoni, dividendi, interessi). Il valore imponibile si riduce secondo i coefficienti del TU 346/1990: a 60 anni la nuda proprietà vale il 50% del pieno, a 70 anni il 60%, a 80 anni il 70%. Su 1,2 milioni donati in nuda proprietà a 65 anni, la base imponibile può scendere a circa 540.000 €, restando sotto franchigia.
Esempio numerico: portafoglio FIRE 1,5 M e due figli
Mariano e Lorena, 58 anni, due figli adulti (32 e 28), patrimonio finanziario 1,5 milioni intestato 50/50 e prima casa con valore di mercato 320.000 €. Spese 36.000 €/anno, tasso target 3,5% in linea con il 4% italiano. Vogliono anticipare ai figli parte del patrimonio per supportarne l'acquisto casa, mantenendo il piano FIRE.
Scenario A — donazione cash 250.000 € pro capite (500.000 € totali):
- Mariano dona 125.000 € a ciascun figlio → 0 € di imposta (sotto franchigia 1M).
- Lorena dona 125.000 € a ciascun figlio → 0 € di imposta.
- Costi notarili stimati: 4 atti × ~1.800 € = 7.200 €.
- Patrimonio residuo: 1.000.000 €. Verifica con il calcolatore di capitale per vivere di rendita: 1.000.000 × 3,5% = 35.000 €/anno lordi, ~25.900 € netti — coerente con il fabbisogno residuo dopo l'INPS attesa a 67.
Scenario B — donazione di ETF già rivalutati invece che cash:
Trasferire ETF VWCE con cost basis 80.000 € e valore di mercato 250.000 € pro capite genera 0 € di imposta sulla donazione, ma i figli ereditano il cost basis del donante. Una vendita immediata per acquistare casa costerebbe a ciascun figlio 26% × (250.000 − 80.000) = 44.200 € di imposta sostitutiva: 88.400 € complessivi di carico fiscale latente in più rispetto al cash.
Scenario C — solo successione, niente anticipo:
Lasciando l'intero patrimonio (1,82 M con la casa) in successione tra 25 anni ai due figli in parti uguali (910.000 € pro capite), si resta ancora sotto franchigia 1M per ramo. Il vantaggio dell'anticipo qui non è fiscale ma temporale: i figli ricevono il capitale quando serve (casa, formazione, impresa), non a 55 anni. Per coppie con redditi paritari, la doppia franchigia per ciascun figlio è particolarmente efficace: vedi la guida al FIRE da coppia con due redditi.
Donazione vs successione: quando conviene davvero anticipare
Sotto franchigia, l'aliquota su donazione e successione è identica: zero. Il vantaggio dell'anticipo non è fiscale ma sta in tre dinamiche:
- Effetto temporale: 250.000 € a 30 anni valgono molto più degli stessi a 60 in utilità di vita per il donatario.
- Cristallizzazione del valore: donare oggi blocca il valore imponibile a oggi; un futuro aumento del patrimonio o una riduzione della franchigia (oggetto periodico di ipotesi di riforma) non incidono sul donato.
- Pianificazione attiva: il donante controlla allocazione e timing, può accompagnare il trasferimento con supporto al percorso FIRE del figlio.
Sopra franchigia, l'aliquota resta del 4% per i figli, ma le donazioni effettuate negli ultimi 10 anni di vita del donante si cumulano alla successione ai fini delle franchigie residue: per patrimoni oltre 2 M con due figli, ha senso valutare donazioni progressive nel tempo con consulenza notarile e fiscale congiunta.
Sintesi operativa
- Franchigia 1 M per ciascun figlio o per il coniuge, aliquota 4% sull'eccedenza: il sistema italiano è tra i più generosi in Europa.
- Donazione cash è la più semplice; ETF rivalutati trasferiscono al figlio il cost basis originario; immobili attivano ipocatastali e riducono la commerciabilità per 20 anni.
- I patti successori sono nulli (art. 458 c.c.); l'unica eccezione è il patto di famiglia per imprese e partecipazioni (artt. 768-bis ss.).
- Le donazioni in vita possono essere ridotte in successione se ledono la legittima (azione di riduzione entro 10 anni) e si ricongiungono virtualmente per il calcolo delle quote (collazione).
- Atto notarile pubblico obbligatorio a pena di nullità; possibilità di riservare l'usufrutto vitalizio per ridurre il valore imponibile.
- Sotto franchigia il vantaggio fiscale è zero rispetto alla successione: il valore vero dell'anticipo è temporale e di pianificazione.
- Coordinare sempre con consulente notarile e, per patrimoni complessi, fiscale: la materia evolve ed è oggetto di periodiche ipotesi di riforma.
Domande frequenti
Posso donare 1 milione a mio figlio senza pagare imposte?
Sì: la franchigia per ciascun figlio è di 1.000.000 € e l'imposta del 4% si applica solo sull'eccedenza. Restano dovuti i costi notarili, l'imposta di registro fissa e, per gli immobili, ipocatastali (2% + 1%). La franchigia è per beneficiario e per donante: un genitore fino a 1 M, l'altro fino ad altri 1 M allo stesso figlio.
Donare oggi mi protegge dalle contestazioni dei miei eredi?
No, non completamente. Le donazioni in vita possono essere oggetto dell'azione di riduzione promossa entro 10 anni dalla morte dal legittimario leso (artt. 553-564 c.c.) e sono soggette a collazione tra coeredi. L'unico strumento che blinda davvero il trasferimento è il patto di famiglia ex art. 768-bis, ma è limitato ad aziende e partecipazioni societarie.
Posso fare un bonifico al figlio senza andare dal notaio?
Tecnicamente no, se la somma è "di non modico valore". Cassazione SU 18725/2017 ha chiarito che il bonifico senza atto pubblico configura donazione nulla per difetto di forma e gli eredi possono chiederne restituzione. Per importi piccoli e ricorrenti vale la donazione di modico valore ex art. 783 c.c. (consegna materiale sufficiente), ma il "modico" si valuta in proporzione al patrimonio: il Notariato suggerisce di formalizzare ogni trasferimento sopra 5.000-10.000 € indicativi.
Conviene donare ETF o liquidare prima e donare cash?
Dipende dal cost basis e dall'orizzonte. Donare ETF rivalutati trasferisce al figlio la plusvalenza latente, tassata al 26% alla vendita. Se il figlio non venderà a breve (10+ anni), donare in natura differisce la tassazione e fa crescere il capitale. Se venderà subito (acquisto casa), liquidare prima può convenire perché il donante sfrutta eventuali minusvalenze pregresse compensabili entro 4 anni.